a cura di Giorgio Cattani
dal 7 agosto al 21 settembre 2026
in Via Garibaldi 22 a Ferrara
Con Penelope, Giorgio Cattani compie una riscrittura essenziale della figura omerica, liberandola dall’orizzonte dell’attesa e dalla trama simbolica che per secoli ne ha definito l’identità.
Il giogo, deposto a terra, perde la propria funzione coercitiva e diviene la traccia concreta di un vincolo ormai superato. Anche la tela, sottratta al gesto interminabile del tessere e disfare, non rappresenta più il destino assegnato alla donna. Penelope interrompe la ripetizione, abbandona il ruolo che le è stato imposto e riconquista la possibilità di determinare autonomamente la propria trama.
La semplicità dell’intervento installativo costituisce la forza dell’opera. Cattani procede per sottrazione, affidando a pochi elementi una forte densità semantica. Il vuoto non è assenza, ma spazio di liberazione.
La figura femminile emerge così nella sua complessità: forte e sensibile, libera e profondamente consapevole della propria femminilità. La sua energia trova corrispondenza nella natura, evocata come presenza fertile, rigogliosa e inaccessibile. Come un bosco fitto e impenetrabile, la donna custodisce una profondità che non si offre passivamente allo sguardo e non accetta di essere definita dall’esterno.
In questa installazione Penelope non attende più il ritorno di qualcuno e non costruisce la propria identità attraverso l’assenza dell’altro. È presenza autonoma, origine e misura del proprio tempo. Nella radicale sobrietà dell’allestimento, Cattani restituisce al femminile la libertà di esistere al di fuori di ogni ruolo prestabilito
